Fratture di clavicola

La clavicola è una delle più importanti ossa della spalla, unendo il torace con essa. Le fratture di clavicola sono poco comuni, rappresentando il 5% delle fratture totali nell’adulto; la maggior parte di esse può essere trattata conservativamente indossando un tutore neutro per circa 3-4 settimane. Quando però i frammenti sono sovrapposti o scomposti è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

La clavicola è interposta tra lo sterno e la scapola, e connette il torace con il braccio.

La maggior parte delle fratture avvengono al terzo medio della clavicola, raramente all’estremo laterale, essendo connesso con l’acromion della scapola.

Questo tipo di frattura è in genere molto doloroso e comporta impossibilità a muovere la spalla, associata a deformità anatomica del profilo della clavicola, ematoma regione pettorale ed a volte piccole escoriazioni cutanee. Le indagini radiografiche RX, provvedono a confermare la presenza della frattura, il tipo di frattura e se è scomposta o meno. Nel caso di fratture composte il trattamento prevede il riposo, indossare tutore per 30 giorni, analgesici al bisogno e controllo finale con RX e successiva fisiochinesiterapia. In caso di frattura scomposta, o articolare al terzo laterale, o esposta, è indicato il trattamento chirurgico che prevede l’apertura del focolaio di frattura, la riduzione quanto più possibile precisa della frattura, e l’utilizzo di una placca con viti a stabilità angolare e non per la sintesi. Questa placca potrà essere rimossa, ma solo almeno dopo 6 mesi dal primo intervento in modo da avere la certezza che sia guarita la frattura.

Foto eseguite in sala operatoria, frattura scomposta di clavicola, dolorosa, trattata dopo due mesi che il paziente non mostrava guarigione della frattura; ed RX dopo due mesi dall’intervento che evidenzia la completa guarigione della frattura.

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